Il dispositivo ECMO viene impiantato come supporto respiratorio oppure cardiaco.
Le differenze fondamentali tra questi due campi di applicazione riguardano le diverse modalità di perfusione.
L'ECMO respiratorio viene effettuato con due tipi di bypass, in base alla direzione del flusso ematico: l'eflusso è sempre dal circolo venoso, mentre la reinfusione del sangue ossigenato e decarbossilato può essere nel circolo arterioso (ECMO Veno-Arterioso) o in quello venoso (ECMO Veno-Venoso). Invece l'ECMO cardiaco, trattandosi di un'assistenza cardiocircolatoria, utilizza sempre la metodica Veno-Arteriosa.

INDICAZIONI RESPIRATORIE:
- sindrome da aspirazione massiva di meconio
- sepsi o polmonite
- RDS - ARDS
- ernia diaframmatica congenita
- ipertensione polmonare
- persistenza della circolazione fetale
- barotrauma da ventilazione meccanica

INDICAZIONI CARDIACHE PREOPERATORIE
- stabilizzazione emodinamica
- infarto miocardio acuto
- miocarditi

INDICAZIONI CARDIACHE POSTCARDIOTOMICHE
- "Bridge to recovery" nell'insufficienza cardiaca acuta
- incapacità di svezzamento dal BPCP
- disfunzione ventricolare che evolve in UTIPO
- ipertensione polmonare
- "Graft failure"

ALTRE INDICAZIONI
- "Bridge to bridge" in attesa di impiantare un VAD
- Bridge al trapianto

COMPLICANZE
Il bypass extracorporeo di lunga durata può presentare occasionalmente complicanze di vario genere, che talvolta insorgono improvvisamente e posso avere una progressione molto rapida con conseguenze gravi e talvolta fatali. E' quindi di fondamentale importanza avere accanto al paziente personale esperto e adeguatamente addestrato alla gestione dei possibili problemi, riguardanti sia il paziente che il circuito. Ogni parte del circuito extracorporeo può essere virtualmente soggetta a rottura o malfunzionamento.
Le maggiori complicanze sono: problemi connessi alle canule, problemi connessi all'ossigenatore, presenza di coaguli, rottura del circuito, guasto della pompa, malfunzionamento dell'ossigenatore, aria nel circuito ed altre complicanze meccaniche.