Il supporto delle funzioni di base ha ampiamente beneficiato dello sviluppo di tecnica e metodologia degli ultimi anni, che hanno permesso un trattamento massimale di molte patologie aumentando di fatto le possibilità di cura a soggetti con deficit importanti a carico dell'apparato cardiocircolatorio e Respiratorio. Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni ha incrementato il bagaglio di strumenti a disposizione degli operatori Sanitari, necessari per il trattamento delle patologie cardiovascolari adottabili in molteplici condizioni. Alcune si queste sono entrate nella pratica comune riducendo in maniera importante la mortalità di chi viene colpito da eventi acuti, come nel caso della defibrillazione in corso di arresto cardiocircolatorio.

Il riferimento alla patologia cardiaca è doveroso; il bypass cardiopolmonare ha nella cardiochirurgia il principale campo di applicazione permettendo l'esecuzione di interventi di chirurgia a cuore aperto, a volte fermo, vicariato nel suo ruolo di pompa.

ECMO, acronimo dall'inglese Extra Corporeal Membrane Oxigenation, indica il trattamento di supporto in corso di patologie che impediscono una adeguata ossigenazione del sangue e rappresenta una evoluzione della procedura adottata duranti gli interventi cardiochirurgici.

Il trattamento ECMO non è terapeutico; non cura la malattia, ma permette di attuare un trattamento medico che prescinde dalla residua funzionalità cardiaca e polmonare. È un trattamento definito di supporto in quanto rende possibile un trattamento medico massimale in presenza di severe limitazioni funzionali, potenzialmente reversibili, a carico dell'apparato cardiopolmonare. L'Ossigenazione Extracorporea attraverso Membrana avviene tramite un pompa collegata al paziente che spinge il sangue in un polmone artificiale costituito da una membrana porosa. Questa speciale membrana permette lo scambio dei gas rimuovendo l'anidride carbonica dal flusso ematico che la percorre arricchendolo in ossigeno. Il sangue spinto da questa pompa viene reintrodotto nel paziente.

Tuttavia il trattamento ECMO non è privo di rischi, piuttosto è una manovra invasiva con elevato rischio di complicanze in quanto i meccanismi fisiologici coinvolti in questa manovra sono molteplici e sono continuamente a rischio di scompenso.

Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento delle patologie respiratorie, a carattere infettivo, trattate con l'ausilio di ECMO. In modo particolare nell'ultimo biennio, per la prevalenza del Virus H1N1, comunemente denominata febbre suina. Attualmente sono 14 i reparti di Rianimazione dotati di tecnologia ed esperienza ECMO in territorio nazionale, alcuni di questi in grado di eseguire trasporti protetti di soggetti sottoposti ad ECLS (Extra Corporeal Life Support).

In un contesto di cure sempre più specialistiche, in ambienti sempre più specializzati, con aree di distribuzione disomogenea, la presenza di una rete di Esperti è necessaria per un accesso alle cure adeguato di è colpito da patologie che possono necessitare di ECMO, con database comune.

ECMOnet è la rete concepita dal Ministero della Salute e messa a disposizione del personale sanitario coinvolto nelle cure di soggetti colpiti da queste patologie.

L'iscrizione al Progetto "Coordinamento operativo della Rete Nazionale per la estione della Sindrome da Insufficienza respiratoria Acuta grave da Virus A (H1N1)" è consentita agli operatori del settore (Dipartimenti di Anestesia e Rianimazione operativi in ambito nazionale) che devono indicare, compilando il form di iscrizione, i propri Centri di Riferimento in territorio nazionale.